Dada Arrigoni

Tre domande a Dada

Diventerà un appuntamento fisso questa rubrica online, un modo per conoscere meglio i gusti della nostra designer Dada Arrigoni, le tendenze e la storia della maison. Un incontro speciale, un momento dedicato ai nostri gioielli: a come sono nati e al futuro che ci aspetta, per nuove creazioni speciali.
Tre domande a Dada Arrigoni si trasforma così in una rubrica inserita nelle storie del nostro sito, in un percorso di design e creatività. Di idee, spesso non convenzionali, e proprio per questo bellissime.

Partiamo dagli auguri per questo nuovo anno: buoni propositi?

«Uno, direi molto semplice: non uscire mai di casa senza indossare un gioiello. Se poi è un gioiello Dada Arrigoni tanto meglio».

Facciamo un passo indietro nella storia della maison: ci racconti un ricordo degli inizi, un momento che ha segnato l'evoluzione del brand?

«Sicuramente quando ho avuto l’idea di inserire la chiusura ad amo sul bracciale in pelle della Collezione Elika: ho voluto unire il gusto prettamente rock della pelle con l’esclusività del fermaglio in diamanti, dalla forma sinuosa ed originale. Il design prende spunto dalla foglia dell’acero: quando cade dall’albero per una folata di vento danza nell’aria con gli stessi movimenti morbidi e voluttuosi di un’elica. Questo connubio - la flessibilità della pelle con i diamanti della chiusura – è un’intuizione che ho amato tantissimo e che tuttora credo sia una delle più riuscite idee della Collezione. Sono legatissima a questo bracciale, fa parte della mia divisa quotidiana: io ho scelto la pelle nera, ma ci sono anche il color cuoio, il rosso e il verde. La chiusura in diamanti è preziosa, ed è resa ancora più potente con i sei fili di pelle che avvolgono il polso. Per un look rock-chic, un accessorio speciale da indossare tutti i giorni».

Il gioiello must del 2024?

«Sensuale, audace. Irriverente. L’orecchino Malafemmina pendente con smeraldi e giada: un tripudio alla femminilità».

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