Tre domande a Dada

Tre domande a Dada

Un incontro speciale, un momento dedicato alla storia della maison con la sua creatrice.
Tre domande a Dada Arrigoni, in un percorso di design e creatività. Di intraprendenza e di idee che, come dice sempre Dada Arrigoni, «arrivano all’improvviso».

Qual è stato il suo primo gioiello creato?

«Era il 1985 e avevo un opale di fuoco di una bellezza incredibile, dal colore arancione che mi aveva completamente stregato. Ho realizzato uno chevalier con al centro la pietra, circondata da diamanti. Fu subito venduto, fu uno choc: ne ero innamorata».

Tre aggettivi per descrivere un gioiello Dada Arrigoni.

 «Contemporaneo, senza tempo e assolutamente chic. Che identifica la donna. I miei gioielli rispondono sempre alle “tre F del design”: forma, funzione e funzionalità».

Natale si avvicina, cosa regalerebbe a una donna?

«Un gioiello Dada Arrigoni ovviamente. Molto difficile scegliere tra le nostre collezioni, ma sicuramente opterei per quella che io considero la “mia divisa”. Sicuramente la catena Elika, in Oro rosa, da indossare come collana girocollo ma anche come laccio. È un gioiello moderno, da vivere nella quotidianità, prezioso ed elegante. In abbinato sceglierei un mood rock con il bracciale in pelle e chiusura in diamanti della collezione Glamour: una manchette contemporanea, che esprime tutta la mia filosofia, quella di una donna sempre libera di esprimere se stessa con uno stile unico, mai banale. Per chi opta per l’anello, sceglierei dalla collezione Ivy un gioiello avvolgente e prezioso. E anticonformista: da falange, anulare o indice, si indossano insieme giocando con le varie forme e versioni colore. Ma non solo: immancabile un Happy Frog, perfetto segno benaugurale. Prezioso e innovativo, un colore non prescinde l'altro».

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